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mille sfumature di tè

mille sfumature di tè

blog interamente dedicato al mondo del tè

Il tè bancha. Poca caffeina per molti benefici

Una nuova moda o una nuova scoperta per chi di tè non aveva mai fatto a meno è quella del tè Bancha, il tè proveniente dal Giappone che pare non avere alcuna controindicazione ed essere il nuovo miglior amico dei teinomani. “Ban cha” in Giapponese significa “tè comune” e le foglie sono raccolte dalla pianta denominata “Camellia Japonica”. Il tè che risulta dalla particolare lavorazione delle foglie ha un ridotto contenuto di teina e un sapore molto delicato. Le foglie infatti vengono passate delicatamente al vapore e asciugate per interrompere il processo di fermentazione, quindi dopo un anno in cui hanno la possibilità di rinsaldare il loro sapore, vengono tostate e confezionate. Per questo, un altro nome del tè Bancha è “tè tostato”.

In Giappone questo tè viene bevuto in vari momenti della giornata, sia da adulti sia dai bambini. Non ci sono controindicazioni, per il basso tasso di teina, ma in compenso il tè Bancha dona tutti i benefici del tè: migliora l’attività cerebrale, rilassa ma stimola allo stesso tempo; combatte l’alitosi, il colesterolo, la placca e il tartaro; aiuta la calcificazione delle ossa; accelera il metabolismo, ha proprietà digestive e favorisce la fortificazione dell’organismo. In aggiunta sembra che combatta i sintomi della menopausa. Tutto ciò in forza del suo contenuto in ferro, calcio e vitamina A. Il tè bancha accelera il metabolismo, ed ha un forte potere drenante dovuto al fatto di essere un diuretico. Dopo molte ricerche, a tutti questi benefici, si aggiunge anche un notevole o comunque un benefico effetto per chi soffre di anemia.

Come bere il tè bancha? Bisogna portare l’acqua ad ebollizione o comunque a 75/80 gradi, mettere un cucchiaino di tè, lasciare bollire per circa 10 minuti, e dopo un periodo di altri 10/15 minuti, filtrarlo. Lo si può bere durante tutta la giornata e anche da chi non può assumere sostanze eccitanti. In Giappone si usa berlo anche durante i pasti.

Se ne possono trovare due qualità: “hojicha” e “kukicha”. Nel primo caso vengono raccolte le foglie grandi, come ultimo raccolto dell’anno, poi tostate. Nel secondo caso, si tratta di germogli di rametti della pianta vecchia di almeno tre anni, poi ugualmente al precedente, vengono tostati. In entrambi i casi il sapore è molto simile alla nocciola. Un’altra particolarità del tè bancha è che ciò che viene scartato una volta filtrato l’infuso, può essere riutilizzato anche una seconda e una terza volta. L’importante è lasciarlo in infusione qualche minuto in più.

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