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mille sfumature di tè

mille sfumature di tè

blog interamente dedicato al mondo del tè

Tè e cinema. “Un tè con Mussolini”

Tra i film italiani che contengono un riferimento importante al tè c’è la pellicola di Franco Zeffirelli “Un tè con Mussolini” che racconta la Firenze prima e durante il Fascismo, dalla metà degli anni Trenta fino alla Liberazione. Al centro del racconto sta proprio l’usanza di prendere un tè tra “signore”, gentildonne inglesi ovviamente, agiate e benestanti che a Firenze, inebriate dalle bellezze artistiche e architettoniche, si dedicano alla conservazione di queste, senza però abbandonare l’uso di riunirsi ad una certa ora del pomeriggio per il loro tè.

Il film è innanzitutto un grande omaggio a Firenze, di cui si intravedono scorci e palazzi nobiliari, e si intuisce la violenza della guerra e la trasformazione che induce sulla vita della città e di questo gruppo di nobildonne fiorentine, incantate dalla incredibile sontuosità e magnificenza del capoluogo toscano. Ma è anche un grande manifesto antifascista: le speranze riposte nel Duce si riveleranno infondate per cui il fascismo rivela nel film il suo vero volto. Il tipo di rivoluzione che il movimento fascista porta in Italia è in realtà un nuovo ordine sociale in cui purtroppo non conta l'ordine sociale precednete: le tue libertà possono improvvisamente essere sospese e non riconosciute, in caso il regime abbia ragione o bisogno di farlo.

Il gruppo di nobildonne inglesi si rifugerà a San Gimignano finché la guerra non sarà finita e questa forzata vicinanza, questa inedita situazione fa saltare tutte le convenzioni che si sono istituite nella vita normale, che appartengono alla routine in una situazione di pace. E quindi il film è anche un film sulla guerra, su come trasforma le nostre vite, su come fa emergere la nostra parte nascosta, che a volte è quella migliore altre è quella peggiore.

Il tè del titolo è quello che all’inizio del film la signora Lady Hester Random, che si affida al Duce in virtù di una presunta vicinanza dovuta al fatto che suo marito è un diplomatico inglese, riesce a prendere con Mussolini. Ma durante i dieci anni raccontati dal film dovrà riconoscere di essersi sbagliata su molte cose. Il film è anche una riflessione sul razzismo: gli italiani attaccano gli inglese per xenofobia, così faranno i tedeschi perseguitando gli ebrei e deportandoli. Allo stesso modo Lady Hester, inglese, non sopporta Elsa, americana, per il suo stile di vita, per il suo sfoggio di modernità. Sarà il soggiorno forzato fuori Firenze, nel tentativo di sfuggire ai combattimenti, che avvicinerà le due donne. Ecco gli ingredienti di un sublime affresco della Firenze durante il Fascismo: una città internazionale e bellissima, aristocratica e magari anche un po’ conservatrice, ma anche capace di rivedere le proprie posizioni a favore di un più giusto corso.

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